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26/01/2020 – Case “Micologiche” nel futuro dell’esplorazione interplanetaria, ovvero: funghi e architettura.

La prossima esplorazione dei mondi esterni più vicini alla Terra, come Luna e Marte porterà uomini sulle loro superfici inospitali.
Oltre al problema di portare gli astronauti, farli sopravvivere e respirare si pone la questione di farli “alloggiare” in strutture abitative, in modo sicuro e confortevole.
Il trasporto di queste strutture potrebbe essere proibitivo, sia in termini di costo che di capacità di carico per le navi spaziali interplanetarie.
Gli habitat su questi pianeti dovranno essere costruiti sul posto, rapidamente e con costi ragionevoli.
Molti progetti stanno nascendo e l’ingegno umano saprà trovare soluzioni praticabili.
Una delle soluzioni più innovative e, direi, “visionarie” è quella dell'Ames Research Center della NASA nella Silicon Valley in California.
Qui si stanno ipotizzando soluzioni che utilizzano un essere vivente molto diffuso sul nostro pianeta madre: i funghi.
Proprio così.
Ma non solo, l’idea di utilizzare i nostri “gustosi” compagni di viaggio dell’Astronave Terra non è solo per consentire di abitare altri mondi ma anche di migliorare architetture e materiali da costruzione qui sul nostro pianeta in modo tale che siano biologici ed efficienti e con un impatto limitato sull’ambiente.
I funghi potrebbero essere una incredibile e audace soluzione a molti dei problemi ecologici che affligge il nostro bellissimo ed unico Pianeta.
Il link di un articolo molto … intrigante: https://www.nasa.gov/feature/ames/myco-architecture 

Le case future sulla luna e su Marte potrebbero essere fatte di funghi?
Di Frank Tavares, NASA's Ames Research Center – 14 gennaio 2020
CALIFORNIA - La fantascienza spesso immagina il nostro futuro su Marte e altri pianeti dominato dalle macchine, con città metalliche e velivoli che viaggiano al di sopra di dune di sabbia rossa. Ma la realtà può essere persino più strana – e anche "più verde". Invece di habitat fatti di metallo e vetro, la NASA sta esplorando tecnologie che potrebbero far crescere strutture da costruzione dai funghi in grado di diventare le nostre future case tra le stelle e anche di permettere modi di vivere più sostenibili qui, sulla Terra.
Il progetto di “mico-architettura” dell'Ames Research Center della NASA nella Silicon Valley in California sta sviluppando prototipi di tecnologie che potrebbero, letteralmente, "far crescere" gli habitat sulla Luna, su Marte e oltre, nello specifico si tratta dei funghi e della rete di fili invisibili sotterranei che costituiscono la parte principale di un fungo noti come micelio.
"Al momento, i tradizionali progetti di habitat per Marte sono rappresentabili con una tartaruga - che trasporta la propria casa sulla schiena - affidabili, ma con enormi costi energetici", ha dichiarato Lynn Rothschild, il principale investigatore del progetto in fase iniziale. "Invece, potremmo sfruttare i miceli per coltivare gli habitat quando arriviamo sul posto."
In sintesi, il progetto prevede un futuro in cui gli esploratori umani possano trasportare una struttura compatta e leggera costituita da funghi dormienti in grado di resistere ai lunghi viaggi necessari a raggiungere luoghi come Marte. All'arrivo, la struttura di base verrebbe dispiegata e, con la semplice aggiunta d’acqua, i funghi saranno in grado di crescere attorno alla struttura in un habitat umano pienamente funzionale, mantenendo, però, il tutto in modo sicuro all'interno dell'habitat per evitare di contaminare l'ambiente marziano.
Questa ricerca è collegata al programma Innovative Advanced Concepts della NASA, noto come NIAC, e fa parte di un campo noto come biologia sintetica - lo studio di come possiamo utilizzare la vita stessa come una tecnologia, in questo caso i funghi. Siamo ancora molto lontani dalla possibilità di coltivare effettivamente habitat utilizzabili per Marte, ma la ricerca, nella sua fase iniziale, è ben avviata per dimostrare il potenziale di queste soluzioni creative. Al momento si stanno effettuando sperimentazioni con i funghi.
I funghi tra di noi
Un fungo è un gruppo di organismi che producono spore e mangiano materiale organico, come i lieviti nel pane o nella birra, i funghetti nella tua insalata o la muffa che può crescere se si lascia quell'insalata in frigorifero per troppo tempo oppure gli organismi che producono antibiotici come la penicillina.
Ma la parte dei funghi che probabilmente è meno conosciuta è il micelio. Questi piccoli fili costruiscono strutture complesse con estrema precisione, collegandosi in reti più grandi come i funghi. Con le giuste condizioni, possono essere persuasi a creare nuove strutture, che vanno da un materiale simile alla pelle ai mattoni per la costruzione di un habitat marziano.

Nelle due immagini: mattoni prodotti utilizzando micelio, scarti di cantiere e trucioli di legno come parte del progetto di mico-architettura. Materiali simili potrebbero essere usati per costruire habitat sulla Luna o su Marte. Crediti: NASA

Vivere sulla Luna e su Marte
Creare una casa vivibile per i futuri astronauti non è solo far crescere un tetto sopra di loro. Gli astronauti dovranno soddisfare tutti i loro bisogni di base, proprio come sulla Terra, e affrontare le sfide aggiuntive di vivere in un ambiente difficile in un mondo lontano.
Il progetto di mico-architettura non riguarda semplicemente una struttura o un guscio: sta progettando una casa. Ma è più che un insieme di muri: è un ecosistema, con diversi tipi di organismi accanto agli umani, progettato per proteggere.
Proprio come gli astronauti, il micelio è una forma di vita che deve mangiare e respirare. È qui entrano in gioco i cianobatteri, una specie di batterio che può usare l'energia del sole per convertire acqua e anidride carbonica in ossigeno e cibo per i funghi.
Queste componenti si fondono in un elegante concetto di habitat con una cupola a tre strati. Lo strato più esterno è costituito da ghiaccio d'acqua, probabilmente ricavato sulla Luna o Marte stessi. L'acqua serve da protezione dalle radiazioni e penetra fino al secondo strato ove si trovano i cianobatteri. Questo strato può utilizzare l'acqua e la fotosintesi usando la luce esterna che attraversa lo strato ghiacciato per produrre ossigeno per gli astronauti e sostanze nutritive per lo strato finale di micelio.
L'ultimo strato di micelio è ciò che cresce organicamente nella nostra robusta casa, dapprima attivato per crescere in un ambiente contenuto e poi cotto per uccidere le forme di vita - fornendo integrità strutturale e assicurando che nessuna vita contamini Marte e qualsiasi vita microbica che vi si potrebbe trovare. Anche se un po' di micelio in qualche modo può fuoriuscire, esso sarà geneticamente modificato per non essere in grado di sopravvivere al di fuori dell'habitat.
Portare la biologia sintetica sulla Terra
Ma questo è solo l'inizio. In un altro progetto attivo nei laboratori dell'Ames Research Center della NASA si verifica che il micelio possa essere utilizzato per sistemi di filtraggio dell'acqua e di “estrazione biologica” in grado di estrarre minerali dalle acque reflue, nonché per l’illuminazione bioluminescente, regolazione dell'umidità e persino per costruire habitat autogeneranti in grado di autoripararsi.
Il fatto che circa il 40% delle emissioni di carbonio sulla Terra provenga dall'edilizia, rende sempre più necessaria la progettazione di alloggi sostenibili e convenienti anche sul nostro pianeta. "Quando progettiamo per lo spazio esterno, siamo liberi di sperimentare nuove idee e materiali con molta più libertà di quella che avremmo sulla Terra", ha detto Rothschild dell'Ames Research Center. "E dopo che questi prototipi sono stati progettati per altri mondi, possiamo utilizzarli sul nostro".
Le difficili condizioni ambientali della Luna e di Marte richiederanno nuovi modi di abitare e di vivere: far crescere le case invece di costruirle, estrarre minerali dalle acque reflue anziché dalla roccia. Ma anche per i raffinati sistemi del nostro mondo naturale, possiamo progettare soluzioni ecologiche e sostenibili.
Che si tratti di mondi lontani o della nostra Terra in continua evoluzione, i funghi potrebbero essere ciò che ci porterà audacemente nel futuro…

Commentato da Roberto Castagnetti