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L'Associazione

Nella pagina a sinistra "pubblicazioni" è disponibile la raccolta Flash News aprile giugno 2018.

I video di tutte le nostre conferenze al Planetario: https://www.youtube.com/channel/UCcK8wihMMDUKOzB1nevu9yA  

Le schermate delle conferenze sono disponibili tra le pubblicazioni su questo sito.

Le conferenze di autunno sono già programmate e le trovate nella pagina eventi.

Stiamo lavorando per la primavera del prossimo anno! Onoreremo il cinquantesimo dello sbarco sulla Luna con eventi straordinari. Seguiteci!

Il presidente.

17-8-2018 – Cosa succede la fuori?

Siamo ancora nel clima di ferragosto. Un clima stravolto non tanto dal caldo o dalla grandine, quanto dai disastri che hanno colpito il nostro paese. Non è nostro compito commentare ciò che è successo a Genova, ma non possiamo esimerci dal manifestare il nostro dolore per le numerose vittime e la nostra rabbia nel vedere accadere fatti cosi gravi e molto probabilmente evitabili. Non vado oltre.
Il nostro compito è invece quello, molto più leggero, di tenervi informati su ciò che accade lassù (avrei potuto dire laggiù, anche se non hanno senso nessuno dei due avverbi). Quindi eccoci qua a farvi vivere, nella prima parte, lo stress e la sofferenza (virtuale) a cui sono sottoposti tutti i robot e la sonde attualmente operative sul pianeta Marte, a seguito della tempesta di sabbia globale. Tempeste che, al contrario di ciò cha accade sulla Terra, possono coinvolgere tutto il pianeta per settimane. Il problema è che, per i robot che si muovono in superficie a che ricevono energia dal pannelli solari, la mancanza di illuminazione e la presenza di polvere sui fotovoltaici equivale a morire di fame. Infatti diciamo che il vecchio rover (14 anni) Opportunity è attualmente in terapia intensiva.
Fonte: http://www.repubblica.it/scienze/2018/08/16/news/_c_e_vita_su_marte_la_playlist_della_nasa_per_svegliare_opportunity-204239428/?rss
Ma di ambienti ostili ce ne sono di molto peggio di Marte, che a confronto sembra un’oasi felice. Parliamo di Kelt-9b, un “Giove caldo” la cui “nebbia” è costituita da titanio e ferro allo stato gassoso! Questo articolo vuole anche rendere onore alla martoriata città di Genova, perché ricavato da uno studio portato avanti dalla sua università.
Fonte: https://globalscience.globalist.it/cosmo/2018/08/15/ferro-e-titanio-gli-ingredienti-attorno-al-pianeta-piu-caldo-2029471.html
Eccovi gli articoli:

"C'è vita su Marte?". La playlist della Nasa per svegliare Opportunity

Sopra, una rappresentazione artistica di Opportuniy (Credit Nasa/Jpl-Caltech/Cornell University)

A giugno il rover si è trovato nel pieno di una tempesta di polvere che ha oscurato il Sole e da allora non dà più segnali.
L'Agenzia spaziale americana spera che si sia solo "addormentato" in attesa di ricaricare le batterie.
Dal 4 agosto l'Agenzia spaziale americana, dalla sala di controllo del Jet Propulsion Laboratory (Jpl) di Pasadena, tenta ogni giorno di ripristinare le comunicazioni con il rover Opportunity - da giugno "addormentato" sulla superficie di Marte - suonando una canzone diversa. Hanno tentato prima con "Wake me up before you go-go". Poi sono andati avanti con "The Trooper", "Here comes the Sun", "Rocket man" e, naturalmente, "Life on Mars?".
"Continueremo a farlo, finché non deciderà di parlarci" ha detto a space.com Michael Staab, ingegnere in forza al programma del Jpl. Non è la prima volta che la Nasa dialoga in musica con il proprio rover: era successo già nel 2004, quando Opportunity - 'Oppy' - atterrò su Marte per la prima volta.
Da allora non era mai capitato che il rover interrompesse le comunicazioni con l'Agenzia spaziale per un periodo così lungo. Progettato per sopravvivere su Marte solo tre mesi, il rover ha sorpreso tutti resistendo per oltre 14 anni sul pianeta rosso.
Lo scorso mese di giugno, però, si è trovato nel bel mezzo di una tempesta di polvere, la più intensa mai osservata dalla Nasa.
Il 10 giugno la tempesta marziana aveva già coperto un'area di 41 milioni di chilometri quadri, pari a Nord America e Russia messe insieme, oscurando completamente il Sole e trasformando il giorno in notte nella Perseverance Valley dove si trova Oppy.
Nel link che segue trovate un filmato che descrive molto bene la situazione.
https://youtu.be/W0EJ2DUf7g0?list=PLTiv_XWHnOZpDDRIMGNxDTAORJVK2RS7I

Ferro e titanio, gli ingredienti attorno al pianeta più caldo.

Un team di astronomi guidato dall’Università di Genova ha rilevato metalli volatili nell’atmosfera di un gioviano caldo. I risultati su Nature.

Rappresentazione artistica di un tramonto su Kelt-9b

Esistono nell’universo mondi che assomigliano a Giove, ma che abitano fuori dal Sistema solare e al contrario del nostro gigante gassoso orbitano vicinissimi alla loro stella madre.
Gli astronomi li hanno chiamati Hot Jupiter, ‘gioviani caldi’, pianeti mediamente otto volte più prossimi alla superficie del loro astro rispetto alla distanza Mercurio-Sole: caratteristica che spiega la loro elevatissima temperatura, da cui appunto l’aggettivo ‘caldo’.
L’anno scorso un team di scienziati americani ha scoperto il più caldo dei gioviani caldi, l’esopianeta Kelt-9b, in orbita attorno alla stella Kelt-9 nella costellazione del Cigno.
Ora una ricerca guidata dall’Università di Genova ha scoperto nuovi, fondamentali indizi per tracciare l’identikit di questo gioviano bollente.
Lo studio, pubblicato oggi su Nature, individua per la prima volta la presenza di ferro e titanio sotto forma di vapore nell’atmosfera di Kelt-9b. La rilevazione di questi metalli pesanti è stata possibile proprio grazie all’elevatissima temperatura sulla superficie del pianeta, che arriva quasi a 4.000° C – la sua stella madre invece supera i 10.000° C, emettendo quindi quasi il doppio del calore del sole.
Gli astronomi hanno osservato Kelt-9b durante un transito, ovvero nel momento esatto in cui il pianeta passava davanti alla stella.
Questo particolare assetto fa sì che una piccola frazione della luce stellare venga filtrata dall’atmosfera dell’esopianeta, il che permette di analizzarne la composizione chimica con uno spettrografo – in questo caso, lo strumento Harps-North, costruito a Ginevra e installato sul Telescopio Nazionale Galileo a La Palma.
“A partire dalle previsioni teoriche e dai dati osservativi – racconta Jens Hoeijmakers, prima firma dello studio – è stato come seguire una mappa del tesoro. Abbiamo così trovato la firma di due metalli in forma gassosa, il ferro e il titanio.”
Oltre a fornire nuovi indizi per comprendere la composizione di Kelt-9b, questa scoperta potrebbe gettare una nuova luce sui gioviani caldi, nonché aiutare a definire meglio una nuova classe planetaria: i bollenti ultra-hot Jupiter.
Commentato da Luigi Borghi