Ed ecco… le Cosmo storie?

Un sabato pomeriggio, mentre il Direttivo del COSMo stava ragionando sulle attività da pianificare, iniziò a serpeggiare una strana idea: perché non scrivere storie e racconti di scienza e fantascienza?
Perché no … dopotutto Luigi aveva già al suo attivo una certa esperienza in fatto di scrittura visto che aveva pubblicato alcuni romanzi.
Racconti brevi e storie, da pubblicare sul nostro sito.

La prima potrebbe iniziare così:

Anno 3022
L’Umanità si è espansa tra le stelle.
L’Unione dei Mondi Umani è una confederazione interplanetaria abitata dai discendenti dei primi coraggiosi viaggiatori interstellari.
Vive in pace con altre razze evolute a loro volta organizzate in strutture politiche più o meno grandi.
Al momento non ci sono nemici ma solo relazioni commerciali e di interscambio culturale.
La porzione di Galassia esplorata è piccola, ed il Corpo di Esplorazione Interstellare dei Mondi Umani si spinge oltre i confini dell’Universo noto alla scoperta di nuova conoscenza ed alla ricerca di nuovi mondi.

Questa è la narrazione delle gesta di un gruppo di coraggiosi esploratori che permisero all’Umanità di arrivare in luoghi misteriosi ed affascinanti mai raggiunti prima da esseri umani.

È la storia dell’astronave “Cosmo” e del suo intrepido equipaggio:
Louis Villages (Comandante),

David Villages (Addetto Scientifico),
Leon Abell (Sistemi Informatici),
Cyrano De Petit Sacs (Comunicazioni),
Rupert Kastanien (Astronavigazione),
Gabriel Kastanien (Sistemi Operativi),
Evgon Avms (Cuoco),
PAOLA (Intelligenza Artificiale – IA).

… continua?

Chi ci conosce, potrebbe pensare che ci sia qualche assonanza, ma vi assicuro che ogni riferimento a persone esistenti oppure a fatti realmente accaduti è puramente casuale.
… o quasi.

Andiamo a vivere sulla Luna o su Marte?

Prima di tutto, Buona Pasqua!
La voglia di evadere è tanta, ma dobbiamo stare in casa. Spero di aiutarvi con queste considerazioni.
Il titolo di oggi è evidentemente una provocazione: meglio restare qui sulla Terra e mettersi in testa che è una sola e che la dobbiamo preservare.
Credo e spero che questa pandemia di positivo ci lasci una visione diversa del nostro futuro. Un futuro consapevole, equilibrato e sostenibile. Quello di prima non lo era. Non so come sarà, ma sara diverso!
Mi è venuta in mente questa provocazione perché, andando a fare la spesa in questi giorni di Covid-19, si vedono immagini surreali. Aria pulita, pochissima gente in giro e quei pochi che si vedono hanno tutti una mascherina sul viso. Certo che su Marte la “mascherina” sarebbe un tantino più pesante e sarebbe accompagnata da una robusta tuta termica. Però sulla Luna e su Marte i “coloni” dovrebbero restare il più possibile “in casa”, un po’ come facciamo noi adesso. Si esce solo per necessità, su un mezzo protetto (le nostre auto hanno aria condizionata e riscaldamento come i mezzi che scorrazzeranno su Marte) ed a trazione elettrica (io l’auto elettrica già ce l’ho anche qui sulla terra).
Un mondo ancora lontano ma che si sta avvicinando a grandi passi.
L’obiettivo dell’industria aerospaziale di oggi è quelle di studiare e sperimentare soluzioni tese realizzare colonie stabili, abitate ed operative al di fuori della Terra, portando da casa la minore quantità di merce possibile. Portare un KG di qualsiasi cosa nello spazio oggi costa parecchio: $20.000 in orbita bassa e $100.000 sulla Luna.
Quindi meno ne porti e meglio è. Bisogna tentare di sfruttare al massimo le risorse locali per produrre: materiale da costruzione; carburante per i razzi; energia e acqua. Sono queste le quattro voci che incidono parecchio sui costi di mantenimento di una colonia lunare. Componenti fondamentali che però oggi hanno già avuto risposte positive, almeno sulla Luna. L’acqua si trova in abbondanza, sotto forma di ghiaccio, all’interno dei crateri ai poli lunari.
Con l’acqua e l’energia dai pannelli solari si può ricavare idrogeno ed ossigeno, indispensabili per creare combustibili per razzi ed aria da respirare. L’ossigeno poi si può ricavare anche dalla stessa regolite di superficie senza dover “consumare” della preziosissima acqua.
L’articolo che vi propongo oggi riguarda la ricerca avanzata per usare la regolite come materiale da costruzione e l’urina umana come collante.
Si avete capito bene: urina! Non spaventatevi. Noi qui sulla Terra, senza dover andare nella stazione spaziale (ISS), già siamo sottoposti a questo processo: la pipi di oggi, di chiunque di noi, servirà a produrre la tazza di tè che berremo domani.
È un processo lungo ma inevitabile. Sulla Terra impiega decenni o secoli, mentre sulla ISS il ciclo si chiude in pochi giorni, ma alla fine l’urina diventa acqua potabile. Quindi se in futuro la useremo anche per tenere legati dei polimeri in una specie di “igloo” lunare, non sarà di certo un problema.

Rappresentazione artistica di un robot lunare mentre stampa in 3D la copertura di una cupola. Credit: ESA.

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